Periodo Romano a Cecina

Periodo Romano a Cecina

5 Novembre 2021 0 Di Leonardo

Questa piccola cittadina della Maremma Toscana deve la sua fortuna alla presenza dell’omonimo fiume, il Cecina, lungo le cui rive hanno prosperato le più antiche civiltà.

Tra l’VIII e il VI sec. a.C., la zona costiera della Val di Cecina divenne punto nodale quando comunità organizzate si stanziarono qui e prosperarono grazie agli scambi commerciali con Cipro, La Fenicia, l’Egitto e la Grecia.

Cecina ampliò la propria influenza durante la dominazione romana, favorita dal declino degli Etruschi.

Il dominio romano a Cecina

I Romani seppero approfittare della fase discendente degli Etruschi, e volsero i loro interessi nei confronti della Maremma Toscana. Condussero una serie di campagne militari, tra il IV e il III sec. a.C., sottomettendo le principali città etrusche e fondandone di nuove. La romanizzazione del litorale maremmano fu piuttosto lunga e laboriosa, e in un primo momento portò i suoi frutti.

La Val di Cecina era la destinazione prediletta per la pratica del cosiddetto otium, che si svolgeva nelle tante ville marittime corredate da impianti termali. Un fulgido esempio è rappresentato dai resti di San Vincenzino, dove un tempo sorgeva una villa romana urbana. Risalente al I sec. a.C., era dotata di una cisterna romana (ottimamente conservata) dove venivano convogliate le acque piovane che venivano riutilizzate per l’approvvigionamento.

Nel secolo successivo, alcuni ambienti della villa furono convertiti per la produzione di olio d’oliva e, dopo la caduta dell’Impero Romano, venne definitivamente abbandonata, per poi essere occupata da una necropoli.

Testimonianze dell’influenza romana sono raccolte ed esposte presso il Museo Archeologico di Cecina, che ripercorre la storia della città a partire dai primi insediamenti umani durante il Paleolitico. I protagonisti dell’epoca etrusco-romana sono i membri dell’aristocrazia volterrana, popolo di origine etrusca ormai profondamente romanizzato e impegnato nella politica a Roma.

A loro il paese deve lo stesso nome: la gens Caecina (il nome romanizzato di Kaikna, Ceicna Keikna) entrò nel Senato romano e ricoprì importanti cariche amministrative e militari, divenendo familiare dell’imperatore Augusto e dei suoi successori.

Nel museo trova posto uno dei ricchi affreschi che abbellivano la villa di Casale Marittimo, centro di origine paleoetrusca dove, negli anni d’oro dell’impero, fu fatta realizzare un’importante villa patrizia. L’affresco sopravvissuto, che raffigura un satiro con pantera, ci testimonia il livello della vita che gli aristocratici volterrani trascorrevano nelle ville di loro proprietà lungo la costa.

Le ville non erano solo un luogo residenziale; erano il centro di grandi fondi dove si coltivava l’uva; il vino veniva poi venduto a Roma, in Etruria e nelle province occidentali dell’Impero Romano, grazie all’utilizzo di anfore prodotte in numerose fornaci, dislocate anche lungo la costa. All’interno del Museo è stato allestito un enorme mucchio di anfore rotte, rinvenute non lontano dalla riva del mare, che descrivono efficacemente l’intensità di queste attività economiche.

Non mancano reperti sottomarini, provenienti da imbarcazioni affondate, tra cui vasi di bronzo, vasellame dipinto, anfore vinarie e oleifere, un lingotto di piombo e alcune ancore a dimostrazione dell’importanza della navigazione e del commercio marittimo, particolarmente fiorente in epoca romana.